I DOSAGGI ORMONALI

DOSAGGI ORMONALI

Dopo un po’ di mesi  di caccia ( di solito dopo l’anno) il gine potrebbe chiedervi di fare qualche esame.

I dosaggi ormonali consistono nel misurare la quantità di ormoni presenti nel sangue, per stabilire se le ghiandole che li producono (ipofisi, tiroide ecc.) funzionano bene o no. Tramite i dosaggi ormonali è quindi possibile individuare squilibri ormonali che possono causare infertilità. Sono  semplici esami del sangue.

 I risultati dei dosaggi ormonali sono difficili da interpretare per vari motivi.
In primo luogo esistono varie unità di misura non sempre facilmente comprensibili. In secondo luogo il cosiddetto “valore di riferimento”  può variare da laboratorio a laboratorio, quindi un risultato che per un laboratorio è normale può non esserlo per un altro. Ognuno ha il suo metro diciamo..
Inoltre il valore normale consiste sempre  in una gamma di valori, dunque per capire se il proprio valore è “buono” bisogna sapere come interpretare il valore minimo, quello massimo e i valori intermedi.
Infine bisogna tenere conto che il risultato di un’analisi può variare per fattori esterni, ad esempio l’ora del giorno in cui è stato fatto il prelievo o il livello di stress.

Dunque non bisogna mai interpretare il risultato di un dosaggio solo in base ai valori che il nostro laboratorio dà per normali e, più in generale, non bisogna mai basarsi sul risultato di un singolo dosaggio senza considerare il quadro generale, cosa che invece fa il nostro gine.

comunque…

I principali dosaggi ormonali femminili sono i seguenti:

FSH ( lasciamo stare i termini tecnici completi che mi sbaglio sempre…)

Il dosaggio deve essere fatto al 3° giorno del ciclo o comunque tra 2° e 4° giorno.
Un valore molto basso può indicare ipogonadismo cioè carenza di ormoni sessuali, , mentre un valore alto indica diminuzione della riserva ovarica.
Ai fini della valutazione della riserva ovarica un valore inferiore a 6 è ottimo, un valore tra 6 e 9 è buono, un valore di 9-10 è discreto ma già superiore al normale, un valore tra 10 e 15 indica diminuzione della riserva ovarica, un valore superiore a 15 indica grave diminuzione della riserva ovarica.

LH

Normalmente il valore al 3° giorno del ciclo è quasi uguale a quello dell’FSH; un se l’LH è doppio o triplo rispetto all’FSH, può indicare sindrome dell’ovaio policistico.
L’LH aumenta in prossimità dell’ovulazione, e al momento del picco ovulatorio è in genere superiore a 20 mIU/ml

Estradiolo (17-beta-estradiolo, E2)

Un valore alto (superiore a 80-100 pg/ml) al 3° giorno del ciclo può indicare la presenza di una cisti funzionale rimasta dal ciclo precedente  o una diminuzione della riserva ovarica.
L’estradiolo aumenta di pari passo con lo sviluppo follicolare e raggiunge in genere almeno i 200 pg/ml per ciascun follicolo maturo.

Prolattina

Un valore elevato può indicare la presenza di un problema all’ ipofisi o la sindrome dell’ovaio policistico Il valore della prolattina è facilmente influenzato dall’emotività (può bastare lo “stress del prelievo” per farlo aumentare), dunque in genere si esegue un dosaggio seriale, con due o più prelievi di sangue a distanza di alcuni minuti.

Progesterone

Il dosaggio si esegue al 21° giorno del ciclo o comunque 7 giorni dopo la presunta ovulazione. Un valore superiore a 5 ng/ml conferma che una qualche ovulazione c’è stata, ma è preferibile vedere un valore superiore a 10 ng/ml; valori inferiori sono ritenuti in genere insufficienti. Nella fase follicolare del ciclo i valori sono invece molto bassi, tra 0,2 e 1 ng/ml.

TSH , l’ esame della funzionalità della tiroide

Un valore alto indica ipotiroidismo; un valore basso indica ipertiroidismo.

Testosterone

Il testosterone è il principale ormone maschile, dunque nella donna i valori sono normalmente molto bassi (inferiori a 0,5 ng/ml); valori superiori a 1 ng/ml indicano iperandrogenismo.

DHEA – S

E’ un ormone androgeno prodotto dal surrene, dunque un valore elevato indica iperandrogenismo di origine surrenalica.